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Sapevi che con l’utilizzo ad alte temperature l’olio diatermico si ossida, la viscosità cresce e si compromette la fluidità? Peggiorando la fluidità dell’olio anche la resa termica  dell’impianto diminuisce. La presenza di ferro e residui carboniosi nel circuito dell’olio diatermico danneggiano ulteriormente l’efficienza, rendendo necessario un intervento di pulizia.

Bitumi e bollette salate

A Maggio siamo stati chiamati da un nostro cliente del veronese, azienda multinazionale leader nel settore dei silicati. L’azienda si occupa della lavorazione del bitume, sia stradale che industriale. L’olio diatermico, in questa particolare filiera produttiva, riveste un ruolo fondamentale. Proprio per la sua importanza, nel momento in cui hanno rilevato un calo di efficienza e rendimento dell’impianto, ci hanno contattati per intervenire.
Il prolungarsi di quella situazione avrebbe infatti causato non pochi danni economici, conseguenti a un calo della produzione o a maggiori costi per produrre.

Analisi sull’olio diatermico e diagnosi pre-intervento

Le nostre analisi hanno evidenziato un’alta viscosità dell’olio in esame, in avanzato stato di ossidazione: a malapena scorreva nelle tubazioni, e l’efficienza era calata al 92,55%!
Esclusa dopo una prima analisi la presenza di perdite nascoste, abbiamo elaborato una strategia in vista dell’operazione. Visto il quantitativo dell’olio diatermico impiegato nell’impianto (circa ventimila litri), abbiamo consigliato una pulizia immediata dell’impianto, anziché sostituire tutto l’olio (evitando una spesa eccessiva e con ulteriore fermo di produzione)  con una rimozione delle scorie ferrose e dei residui carboniosi dal circuito, che ne avevano compromesso la fluidità e l’efficienza.

Intervento sul circuito a olio diatermico

olio-diatermico-bitume-morchie-impianto-intervento-manutenzioneLa settimana precedente all’intervento abbiamo caricato nel circuito il nostro  additivo detergente, espressamente formulato per sciogliere le morchie (e non solo distaccarle!) L’obiettivo dell’additivo è sciogliere le morchie che avevano intasato i fasci tubieri più piccoli della caldaia: un primo passo verso la piena efficienza dell’impianto!

Questo additivo per olio diatermico inoltre polverizza il residuo in modo che non si formino “grumi” che intasano i filtri in aspirazione sulle pompe di circolazione.

Successivamente, dopo un secondo sopralluogo tecnico, abbiamo abbassato la temperatura dell’olio diatermico di circa 80 gradi e collegato la macchina a una nostra specifica attrezzatura multifunzione. Questa macchina, tramite due diversi filtri, ciclonico e magnetico, procede a una prima pulitura dei fluidi. Il filtro ciclonico ci permette di eliminare ogni traccia di umidità dall’olio diatermico, il secondo elimina sfridi e residui ferrosi dovuti all’assemblaggio e alla modifica delle tubature.

Le ultime impurità più resistenti vengono trattenute da specifici filtri in microcarta delle dimensioni variabili tra 30 e 10 micron.

Durante questo intervento di manutenzione su impianto, che noi chiamiamo Old Plant Cleaning System, le morchie vengono liofilizzate attraverso una nostra speciale apparecchiatura. In sole quattro ore di lavorazione le morchie dell’olio sono state completamente liofilizzate.

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Risultati che parlano da soli

Dopo il nostro trattamento, il coefficiente di viscosità dell’olio è calato da 42.88 a 38.98. Non solo: i residui carboniosi si sono dimezzati, da 0.84 a 0.40; l’ossidazione, dopo la liofilizzazione delle morchie, è calata da 0.55 a 0.30. Il rendimento termico dell’impianto a olio diatermico, di conseguenza, è aumentato, dal 92.55% al 97.29%, tornando a livelli ottimali di efficienza per il tipo di impianto.

L’intervento della Oil Service ha permesso un risparmio del consumo annuo di metano stimabile in circa 9.800 euro.

Analisi e manutenzione periodica dei circuiti a olio diatermico sono quindi obbligatori per le aziende che vogliono ottimizzare, risparmiare, distinguersi nei settori di competenza, e vincere più facilmente la gara con la concorrenza.

Scopri i nostri interventi in un’azienda chimica e in una cartiera: Olio diatermico, morchie e gas: due casi reali.